Supposizioni, tressette col morto e fenicotteri rosa.

Supposizioni, tressette col morto e fenicotteri rosa.

Le elezioni a Pizzoli si sono svolte da due settimane. Chi ha vinto, chi ha perso : la campagna elettorale, come Dio volle, finalmente è conclusa. Ora non resta che assumere, ognuno per quello che gli compete e con grande senso civico, le responsabilità che l’elettorato ha affidato a ciascuno. Chi deve governare lo farà in scienza e coscienza al meglio delle sue possibilità; chi deve fare l’opposizione a sua volta porterà avanti il suo compito democraticamente ed in libertà, opponendosi se le decisioni della maggioranza non saranno convincenti oppure approvando se riterrà che le decisioni siano veramente rispondenti alle necessità del bene comune.
La macchina amministrativa sta per essere avviata e si stanno perfezionando gli assetti in piena tranquillità, con chiarezza di idee da parte di chi ne porta il peso e la responsabilità, ed è altresì il solo abilitato a decidere pur con il contributo di consigli e suggerimenti da parte di tutta la compagine premiata dall’elettorato.
Leggo e sento in giro tanta agitazione, supposizioni, ipotesi, tressette col morto, ma perché, ma percome, le assessore, i re, i fenicotteri, le donne emancipate, quelle schiavizzate, i maschilisti, le rose, e chi mai sarà la ragazza del clan… e tutto sommato, da tutto questo bailamme di curiosità che presto verrà appagata, perché intanto che le chiacchiere e gli scritti volano chi deve lavorare per decidere gli assetti, lo sta facendo con dignità e riservatezza, ricavo un senso di grande vivacità di questa comunità pizzolana, voglia di partecipare, di essere coinvolta nei processi di crescita che riguarderanno tutti.
Io sono certa che si agirà per il meglio, sono sicura che in questo Paese, da tutti quelli e quelle che saranno impegnati direttamente od indirettamente in questi cinque anni, in maggioranza o in opposizione, verrà profusa ogni energia, ogni competenza ed ogni serietà per Pizzoli, che non si ferma.

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Primo giorno di scuola 2020 a Pizzoli

Primo giorno di scuola 2020 a Pizzoli

Tutto inizia dalla scuola e Pizzoli ha in questo momento quattro unità perfettamente operative per ospitare i suoi circa 350 studenti, in linea con la normativa prevista per l’emergenza Covid.
Essere accolti, piccini, con il sorriso delle maestre “arcobaleno”, non ha prezzo, così come non ha prezzo la gioiosità dell’ambiente,la disponibilità di strumenti didattici e ludici, l’empatia che si respira nelle due strutture di scuola materna, la pubblica e la parificata.
E ancora; già perfettamente a regime la struttura di Cavallari, con i suoi tanti bambini e ragazzi la cura e l’attenzione che Dirigente, vice Preside, insegnanti, personale tutto, pongono perché ogni cosa proceda nel migliore dei modi per la cura educativa dei giovani studenti e per la loro crescita di giovani cittadini.
E infine la bella realtà di Valle Incantata che ha consentito in pochissimo tempo di realizzare gli spazi sufficienti per evitare la migrazione dei ragazzi fuori del Paese per il nuovo anno scolastico.
Tutto questo non si improvvisa, ma é frutto del lavoro sinergico della scuola e dell’Amministrazione comunale, pronta a rispondere per i suoi compiti, alle esigenze e ad ogni altra necessità.
Nelle nostre scuole sta crescendo una generazione nuova, il futuro della collettività, il potenziale umano sul quale riporre speranze e per il quale vale la pena investire.
Buon anno scolastico a tutti.

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Spoglio Amministrative Pizzoli 2020

Spoglio Amministrative Pizzoli 2020

Tutti gli aggiornamenti in tempo reale direttamente dai 3 seggi elettorali di Pizzoli.
Stay tuned!

DATI DEFINITIVI

Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 13:50



Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 12:30


Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 11:45


Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 11:45


Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 11:35


Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 11:30


Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 10:30

Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 10:20

Dati parziali, complessivi delle tre sezioni alle ore 09:55

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Un’idea di paese.

Un’idea di paese.

Partecipare ad una campagna elettorale in un Paese come Pizzoli è una esperienza che mi sta insegnando tantissime cose e sta chiarendo anche alcuni interrogativi che mi erano sorti in merito alla difficoltà che tanti paesi del Mezzogiorno pur dotati di caratteristiche e potenzialità proprie, tali da far ipotizzare una possibilità enorme di sviluppo e quindi il decollo verso traguardi più ambiziosi che siano di beneficio per tutti, rimangano invece chiusi nella morsa di un provincialismo, di una piccineria che finisce per soffocarne il futuro.

Ho visto in questi giorni e letto, di una modalità di comunicazione che nelle intenzioni parrebbe volersi assimilare ad una moderna concezione del rapporto con l’elettorato ma che in realtà richiama e riporta a metodi quarantotteschi. Addirittura in una occasione ho sentito citare Dio e Stalin e cabine elettorali, evocazione divenuta da decenni un cult appartenente ai ricordi di una generazione ormai sulla soglia della vecchiezza se non addirittura defunta.

Ho visto – ed è sacrosanto diritto di ognuno poterlo fare, per carità – coppie o trii di postulanti girovagare in un porta a porta con una metodologia rispolverata per l’occasione, e vantarsi di aver fatto tesoro delle problematiche espresse nelle conventicole delle singole case per poi inserirle nei programmi elettorali.

I miei capelli grigi, e l’essere io stessa una cittadina inserita e radicata in un ben preciso contesto, mi autorizzano però a pensare che a volte, anzi, il più delle volte, un cittadino interrogato nel segreto della sua abitazione sui suoi bisogni, finirà per rappresentarti solo necessità del tutto contingenti e che l’unico argomento di carattere generale che lo interessi sia il lavoro ma solo per la soluzione del suo personale problema, oppure la scuola, e quest’ultima neanche tanto come centro dispensatore di cultura, di saperi, di superamento di barriere sociali, quanto piuttosto come luogo in cui custodire i figli per un tempo della giornata, delegando alle Istituzioni trasporti, alimentazione e salute.

Ora, in tutta franchezza, la mia idea di paese è che il tubo di scarico di Antonio, oppure il vicino rumoroso di Maria, oppure il paletto che intralcia la recinzione di Pasquale,o il pallone del bimbo che ha fatto cadere il vaso di fiori di Filomena , seppure inconvenienti degni della massima attenzione e cura perchè vengano risolti al più presto, non mi sembra che possano essere argomenti tali da poter concorrere alla stesura di un programma amministrativo che già di per sè dovrebbe contenere la visione di uno sviluppo d’insieme del territorio, che tenga sì nel debito conto le richieste particolari ma che comunque debba essere innanzi tutto uno strumento per la crescita globale di tutti i cittadini in termini di partecipazione alla vita del paese, uno stimolo alle nuove generazioni perché apprendano, contribuiscano, innovino e non si sentano escluse da nessuno dei processi di miglioramento che si intendono realizzare insieme.

La mia idea di paese è quella di una comunità che non chiuda il suo futuro all’interno di uno slogan ma sappia aprirsi a tutte le sfide che l’essere un Comune dell’Europa offre ai giovani e ai cittadini tutti.

Ben vengano tutte le opportunità che il territorio potrà e dovrà offrire magari richiamando nuovi insediamenti e privilegiando le nuove tecnologie ma nessuno gridi allo scandalo se un giovane che avrà deciso il suo futuro in base agli scambi interscolastici , ai viaggi che sin da adolescente avrà fatto, alle mille opportunità e conoscenze che gli si saranno presentate per gli studi sostenuti, decida di inventare il suo futuro fuori del territorio di nascita.

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Incentivi e sgravi per gli smart workers.

Incentivi e sgravi per gli smart workers.

Andiamo, è tempo di migrare.
Gli smart workers lasciano le metropoli
e vanno verso i borghi.

Riprendo il discorso delle autostrade digitali proposto sul magazine cartaceo Intesa Diretta, nel quale ho affrontato il tema del digital divide.
Lo faccio alla luce di un articolo uscito qualche giorno va sul quotidiano La Repubblica dal titolo “Lo smart worker lascia le metropoli, i borghi rinascono con fibra e incentivi”, che offre una visione che va oltre il superamento del digital divide, mostrando come sia possibile, in concreto, insediare nelle piccole realtà extra urbane, dai borghi in via di spopolamento ai piccoli comuni, attività produttive, professionali e artistiche basate proprio sull’utilizzo di incentivi e della banda larga.

Parlando di cambiamento, fuori dagli slogan, questo potrebbe essere un ambito nel quale la prossima amministrazione comunale (con noi di Intesa Democratica) dovrà mettersi in gioco.

lI lockdown ha sostanzialmente contribuito a trasformare definitivamente il telelavoro da una attività di nicchia a pratica diffusa e di uso comune, evidenziandone anche limiti e vantaggi.

Molte persone hanno deciso di spingersi oltre lo smart working, scegliendo proprio di cambiar vita, sfruttando quello che fino ad oggi era sembrato un tunnel da cui si poteva uscire solo col digital detox (vivere isolati per disintossicarsi dalla tecnologia in posti senza connettività), per vivere una vita migliore fuori dalle grandi metropoli e, per citare una pubblicità famosa, dal logorio della vita moderna.
Un fenomeno, a quanto pare, non solo italiano.

L’architetto Boeri parla di “delocalizzare la vita urbana per periodi più lunghi, sul modello francese.” “Stiamo lavorando, con il Politecnico di Milano, ad un progetto di vita che non sia troppo elitario, nostalgico o esistenzialista e che permetta una fortissima reciprocità con i centri urbani” . Nello studio di Boeri si porta anche l’esempio della vicina Amatrice, che punta su progetti di questo genere per recuperare i ritardi della ricostruzione.
Nell’articolo si possono trovare un’infinità di altri esempi ed iniziative intraprese da piccoli borghi e comuni.

Come sappiamo il nostro Comune è uno dei pochi, delle aree interne, che ha avuto a livello nazionale un forte incremento demografico. Credo si debba intelligentemente puntare, nel prossimo futuro, anche a questi stimoli, per essere ancora più appetibili e centrali oltre il nostro territorio.

…, tra i comuni che hanno visto un aumento percentuale maggiore negli ultimi anni c’è Pizzoli. La ricostruzione Istat della popolazione intercensuaria, infatti, individua un salto notevole tra i residenti rilevati dal 2001 al 2014, passando da 3.050 iscritti all’anagrafe a 4.251, con un aumento del 39,37%. (News Town – Marzo 2016)
Oggi siamo a quasi 5000 abitanti…

I presupposti per crescere ancora grazie ai servizi e alla qualità della vita di certo non ci mancano.
Adesso aspettiamo solo la fibra ottica, che porterà finalmente nei prossimi anni anche l’autostrada digitale.
I lavori sono già iniziati.

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Appello (non solo) ai giovani

Appello (non solo) ai giovani

A pochi giorni dalla data del voto, ho scelto di fare qualche piccola considerazione rivolgendomi, soprattutto ma non soltanto, ai giovani che si affacciano per le prime volte ad affrontare questa esperienza.
Facciamo parte della generazione più “targetizzata” di sempre, ci appellano in mille modi: millenials, generazione Y, generazione Z, nativi digitali, eccetera.
Dovremmo, a tal punto, essere la generazione più consapevole e decisa, quella che ha la possibilità di scoprire il mondo con un click e pochi euro.
E invece siamo quella più confusa, senza sicurezza economica, lavorativa e previdenziale, senza ideali politici e, a volte, senza misure.
È come se la rapidità e la facilità nell’ottenere notizie ci permettesse di cadere in un tranello molto pericoloso, quello della lettura superficiale, invece di sviluppare questi strumenti con il fine per il quale sono nati, cioè la conoscenza in più vasta scala. Dai social ai telegiornali ci si può rendere facilmente conto come vengano comunicate le notizie: prima l’annuncio, poi i commenti politici di una fazione, poi quelli dell’altra, ma molto raramente si tende ad approfondire l’argomento. Ecco, quello che mi preme comunicare oggi è proprio questo: non bisogna cadere in questo tranello. Non mi permetto (e non ne sarei in grado, per questo esistono i sociologi) di attribuire le colpe ad una generazione piuttosto che a un sistema sbagliato, ma sono fermamente convinta che se noi, giovani del 2020, fossimo più critici e analizzassimo l’attualità con una lente scevra da facili slogan, pettegolezzi e mezzucci di distrazione e denigrazione, riusciremmo a creare ma soprattutto a credere in un mondo migliore.
Siate analisti, siate critici, andate in fondo ad ogni cosa, solo in questo modo potrete riuscire a trovare chi può governarvi con competenza. Cercate chi preferisce non urlare, e magari non rendersi nemmeno troppo simpatico, ma che quando si trova di fronte ad una decisione, rimane fermo sulle sue idee perché supportato da una buona dose di esperienza, di cultura, e di competenza. Lasciate i palchi agli attori, ai cantanti e ai dj. Dietro le scrivanie pretendete i fatti e le competenze, in ogni ambito, sempre!
Non sottovalutate il voto, quella tesserina e quella matita sono uno strumento potentissimo, sono delle armi che ci permettono di ottenere ciò che vogliamo, ma soltanto se utilizzate con intelligenza.

Mi affido a voi,
Laura.

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Esiste un turismo possibile e sostenibile.

Esiste un turismo possibile e sostenibile.

Scrivo di nuovo qualcosa sul turismo per il Comune di Pizzoli, visto che di turismo mi occupo da tanti anni e in questo settore ho maturato esperienza, coltivando relazioni professionali e umane.

Cinque anni fa, sul mio blog personale, scrissi un articolo che affrontava lo stesso argomento dal mio punto di vista di allora. L’articolo purtroppo non è più disponibile online avendo chiuso nel frattempo il blog, ne riporterò qui i frammenti che ritengo ancora attuali, con gli opportuni aggiornamenti.

Cercherò di superare facili slogan, delineando un quadro realistico di turismo possibile e sostenibile, attraverso la valorizzazione delle risorse, valutando le condizioni del mercato e le possibili prospettive future.

Il Turismo etnico di ritorno
Il turismo che ha coinvolto il nostro Comune è sempre stato esclusivamente un “Turismo di ritorno”, persone che nel dopoguerra sono andate alla ricerca di fortuna ed hanno poi costruito da noi una casa per le loro vacanze. Tutti abbiamo amici a Roma o a Firenze, soprattutto della prima e seconda generazione. Un turismo di ritorno che è stato almeno fino agli anni ottanta costante. Molti altri invece sono a andati a cercar fortuna nel Nuovo continente, addirittura ad inizio secolo, in questo caso, come si può facilmente immaginare, il ritorno è stato molto più a lungo termine, quasi un evento per tutta la comunità.
Quindi, se vi dicessi che Pizzoli è un Comune a vocazione turistica, direi una cosa non vera.
La nostra principale fonte di reddito non è il turismo e forse non lo sarà mai.
Qualcosa di importate però è accaduto che potrebbe cambiare le carte in tavola.

Turismo
Andiamo per gradi, innanzitutto cosa vuol dire la parola turismo?
Il turismo è quel fenomeno che spinge le persone a spostarsi da un posto ad un altro e li fa soggiornare almeno per una notte.
La spinta è il desiderio di acquistare o vivere ‘qualcosa’ che si può trovare solo in quel posto: un museo, il mare, la montagna, il cibo, una esperienza particolare, il divertimento. O una combinazione di questi.
Questo ‘qualcosa’ è il Prodotto turistico.

“Il turismo è più di un cielo azzurro e di un bel paesaggio.E’ una combinazione di innumerevoli fattori. Alcuni è possibile reinventarli in ogni tempo e in molti luoghi. Altri invece sono il risultato di una lunga storia.” -Touriseum di Merano-

Quale Prodotto turistico?
Fermo restando il turismo etnico di ritorno, che va rinvigorito con un lavoro ed una programmazione specifiche, analizziamo le tre forme di turismo più importanti che si sono evolute nel tempo, per capire cosa scegliere. Naturalmente in maniera molto semplice e schematica.
Storicamente abbiamo vissuto un graduale passaggio da quello che era il turismo di evasione, la vacanza per ‘staccare’ dalla realtà vissuta ogni giorno, una specie di perdita di identità. Quella delle località di villeggiatura organizzate con infrastrutture per il puro divertimento, i villaggi turistici per esempio. E’ seguita una seconda forma di turismo, il cosiddetto turismo esperenziale dove le narrazioni hanno fatto la differenza. In questa nuova forma di turismo non si ricerca la perdita di identità, se ne cerca una nuova. Si vogliono fare nuove esperienze che ci arricchiscano.
Infine il turismo comunitario, questo turismo è la naturale evoluzione del turismo esperenziale e porta i turisti a diventare viaggiatori e ospiti. A vivere intimamente con le persone del luogo visitato. E’ il turismo delle relazioni.
Il nostro turismo deve essere quello delle esperienze e delle relazioni. Un turismo sostenibile.
Turismo sostenibile vuol dire soprattutto valorizzare quello che abbiamo per sfruttarlo anche con la cosiddetta sharing economy.

La pandemia
Quest’anno il nostro territorio ha dovuto affrontare una nuova sfida, questa volta globale: la pandemia.
Un nemico subdolo e invisibile che non ci ha dato la possibilità di capire da subito a cosa saremmo andati incontro. Tutto faceva pensare ad un futuro ancora difficile da un punto di vista turistico, irto di difficoltà, in salita.
Invece a partire da luglio l’Abruzzo turistico è letteralmente esploso.
Probabilmente perché siamo riconosciuti come la regione verde d’Italia, ricca di luoghi incontaminati, dall’aria pulita, la regione della grande enogastronomia e, soprattutto, la regione della tranquillità sociale.
Una regione sostenibile.
La pandemia ha cambiato il mondo e sono cambiati anche i flussi turistici nazionali, sono convinto in maniera strutturale.
L’Aquila che passa, dopo il terremoto, da destinazione fuori da ogni circuito, a tappa di un viaggio e, finalmente, quest’anno, a base per soggiorni lunghi.
Un cambiamento che segna, se confermato il prossimo anno, l’inizio di una storia nuova.
Visitatori che fanno turismo attivo ed esperenziale, si sono fermati anche per una settimana.
Sono cinque anni che lavoro qui e non era mai successo, forse non succedeva da prima del 2009.
Tutti gli operatori si sono trovati a dover gestire il tempo libero degli ospiti e spesso si è riusciti soltanto usando la creatività, tirando fuori dal cilindro luoghi ed esperienze che mai ci saremmo immaginati potessero essere di interesse fuori dal contesto locale.
In questa finestra che si è aperta dobbiamo inserire il nostro Comune, con la valorizzazione, promozione e distribuzione dei nostri prodotti turistici.

Cosa promuovere
In questi cinque anni di amministrazione comunale, con la collaborazione fondamentale di associazioni e privati, sono stati realizzati dei progetti a ricaduta turistica molto importanti:
– La riscoperta, il ripristino e la valorizzazione della rete sentieristica del nostro territorio, per diverse decine i chilometri, tutti completati, a cura dell’Associazione Orione;
– il bike park “Vallone delle Cese, completamente a cura di privati. Uno dei migliori del centro Italia. Qui un articolo di approfondimento su Virtù Quotidiane.
– La biblioteca comunale “Leone e Natalia Ginzburg” con più di 7000 tomi catalogati e presto fruibili anche online, molti dei quali provenienti dalla biblioteca personale della scrittrice;
– Gli impianti sportivi che saranno presto ristrutturati.

A tutto questo dobbiamo aggiungere alcune peculiarità gastronomiche del nostro territorio, in particolare la produzione di latticini di latte ovino e i rinomati arrosticini abruzzesi, abbiamo qui una delle maggiori produzioni e distribuzioni a livello nazionale.

Turismo è ospitalità, i turisti sono dei cittadini temporanei che vivono, osservano e raccontano le esperienze vissute nel territorio e nella comunità che li ospita. E’ quindi facile capire che al di la di ogni ragionamento a medio e lungo termine, avere OGGI il Comune pulito e accogliente,  l’ambiente vivibile, una buona qualità della vita, la cura della bellezza e la programmazione degli eventi con sufficiente anticipo, rappresenta il minimo sindacale per fare turismo.
Ma di tutto questo, siamo certi, ci sia stato nel tempo un innegabile riscontro, visto l’incremento demografico a due cifre che ha avuto il nostro comune negli ultimi lustri.


Come promuoverlo
Come anticipato, questo vuole essere un articolo in cui si descrivono azioni da attuare subito e con efficacia immediata, senza voli pindarici.
Collegando insieme con fili tematici ogni attività che possa essere sfruttata a fini turistici e ripensando, se necessario, i modelli di business collegati.
Allora quello che si deve fare è mettere in rete tutto quanto disponibile, pubblicandolo su guide e mappe sia cartacee sia online. Coinvolgendo gli attori della filiera turistica che in qualche maniera sono interessati al nostro territorio per aree tematiche: escursioni, gastronomia, luoghi di interesse storico e culturale, luoghi di culto. In tutto questo spenderò anche la mia persona in ogni situazione nella quale si presenterà occasione per promuovere il nostro territorio comunale.

Prospettive future
Con la giusta programmazione ed un lavoro specifico verificheremo la possibilità di valorizzare i nostri palazzetti storici, per visite guidate e le ormai collaudate rappresentazioni d’arte al loro interno.
Importantissima sarà la creazione un nuovo grande spazio di aggregazione per la nostra comunità e per chi vorrà visitarci.
Non bisogna dimenticare l’adesione del nostro comune alla rete degli otto comuni dell’area omogenea 2 che attraverso i fondi Restart (circa € 800.000) stanno sviluppando un progetto turistico denominato “Cammino dei Normanni”, un percorso di circa 120 Km che attraversa e coinvolge anche il nostro comune. In questo contesto verrà riqualificata la vecchia stazione dei treni di San Matteo, con l’allestimento di un importate punto informativo turistico territoriale.

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Tre spighe, la terra e il cielo.

Tre spighe, la terra e il cielo.

Ci sono liturgie nelle quali i “segni” assumono un significato non solo formale ma entrano a far parte della sostanza stessa di ciò che si sta celebrando.
Per esempio la fede nuziale rappresenta anche visivamente il segno di una unione di una unità che non ha principio né fine, e che nel cerchio include una comunanza di vita, di intenti, di progetti.
Allo stesso modo, fatti gli opportuni distinguo perché il sacro è sacro ed il profano é profano, un simbolo elettorale porta in sé un significato pregnante di ció che si vuole rappresentare di quale idea sottende e di quali siano gli scenari nei quali è maturato.
Ecco, se io penso al simbolo delle tre spighe che rappresenta la lista di Gianni Anastasio Sindaco, alla quale ho liberamente deciso di aderire, mi vengono alla mente gli scenari di quella operosità che ha contraddistinto da sempre questo territorio, mi viene in mente il lavoro dei campi, degli allevamenti, la fatica dura, ma libera, degli aratri trainati dai trattori, il profumo del pane che usciva all’alba dai forni. Le tre spighe evocano in me il pensiero di una comunità che abbia tradizioni, usi, ricordi, lutti, feste, esperienze comuni maturate nei decenni di vita condivisi, mi fa pensare alla libertà, alla democrazia, alla solidarietà.
Travalica i ristretti ambiti di una rappresentanza di partito, di parte politica, o, peggio, di personalismi concentrati su un volto e su un nome ma diviene onnicompensiva, includente., rappresentativa di una collettività, pur indicando il nome particolare di chi si candida ad assumersi la responsabilità della crescita di un intero territorio comunale
Non quindi una persona che reclama per sé una scelta come panacea di chissà quali mali. Al contrario un segno grande di chi ha inteso privilegiare con il suo operato ed il suo operare, una intera comunità che si raccoglie unita intorno ad un simbolo a sua volta operoso e concreto come il grano e come i cittadini di Pizzoli.

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Io sto con Intesa Democratica

Io sto con Intesa Democratica

Abbiamo ricevuto questa bellissima e inaspettata lettera di supporto al nostro candidato sindaco da Giancarlo Stornelli, vogliamo condividerla con tutti voi.

Salve,
sono Giancarlo Stornelli, figlio di Angelo, ex Sindaco di Pizzoli nella seconda e terza legislatura (1951-1961) e ho deciso di appoggiare la Lista Intesa Democratica e il suo candidato a Sindaco, Giovannino Anastasio.
Una persona ”dura” nel carattere come tutti gli abruzzesi (capa tosta), onesta, caparbia, libera da pressioni politiche e partitiche. In questo ultimo decennio, prima a causa dei terremoti, poi in ultimo a causa degli incendi, ha dimostrato fermezza ed è rimasto sempre a fianco della sua gente per curare i loro interessi. Un amore per la sua terra per Pizzoli e i Pizzolani.
Queste sono le caratteristiche di Giovannino che, nel corso della sua carriera politica, ha sempre dimostrato e non appoggiarlo, anche in questa tornata elettorale, significherebbe fare un salto nel buio per tutti.
Ed è per questo che mi permetto di parlarvi tramite questo manifesto chiedendovi di votare il 20 e 21 settembre per Intesa Democratica e il suo candidato a Sindaco Giovannino Anastasio, convinto che con la sua rielezione Pizzoli continuerà ad essere considerata, nella Valle dell’Aterno, nell’Aquilano, in Abruzzo, a Roma, una perla rara, un Paese civile e all’avanguardia.
Giovannino Anastasio è un personaggio speciale di cui Pizzoli ha avuto la fortuna di avergli dato i Natali.
Cultura, umanità e onestà sono doti difficilmente riscontrabili in un uomo politico. Nel periodo del sisma rimase chiuso per settimane dentro quella che considerava la sua casa, il Comune di Pizzoli, a dirigere e coordinare i soccorritori, riuscendo a riportare in tempi rapidi alla normalità le attività produttive di Pizzoli Nelle pochissime volte in cui l’ho incontrato mi ha sempre impressionato il suo carisma. Il benessere, la crescita culturale dei Pizzolani è sempre stata la sua “mission” di vita con un impegno costante e quotidiano.
Sono lontano da Pizzoli da 50 anni (tanti). Spesso una scappata al cimitero e via subito di ritorno a Roma. Ma quelle poche volte che mi avventuro per Pizzoli trovo cose nuove, strade asfaltate, un paese pulito, una zona industriale unica per la sua dimensione. E il tutto con le poche risorse economiche a disposizione del Comune e alla squadra di Consiglieri e Assessori.
Ho avuto modo di apprezzarlo personalmente in due occasioni: La prima in occasione del compimento degli 80 anni di mio padre: con una lettera semplice e toccante gli fece gli auguri e gli donò una fascia tricolore.
La seconda quando morì Papà: noi figli gli chiedemmo di fare l’orazione funebre all’interno della Casa del Popolo, il Comune di Pizzoli. Aveva le lacrime agli occhi ricordandone il suo passato di Partigiano nella Zona della Conca Aquilana e di primo cittadino di Pizzoli. Ovviamente, accettò immediatamente.
Seppur schivo ha sempre cercato di tenere unita la comunità laica e cattolica di Pizzoli insieme al Parroco in occasione del 25 aprile, dei caduti della prima e seconda guerra mondiale. Sempre presente con gli Alpini o con le squadre sportive dilettantistiche di Pizzoli. Sempre presente, spesso anche a discapito dei suoi impegni familiari.
Cinque anni fa chiesi su Facebook ad un neo eletto consigliere come erano andate le elezioni e mi rispose: “Sette su sette”, cioè su sette elezioni comunali la lista civica progressista aveva sempre vinto.
In bocca al lupo Anastasio. Auguri a tutti i Pizzolani, con la speranza di poter mantenere una persona competente e capace come lui.
Daje Giovannino, aspetto che mi chiami per dirmi ….”Otto su otto”.

Giancarlo Stornelli

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Lavori Fosso delle Pescine: comunicato del 08.09.2020

Lavori Fosso delle Pescine: comunicato del 08.09.2020

Pubblichiamo la presente comunicazione in risposta al consigliere comunale di minoranza Osvaldo Zarivi che ha ritenuto di dover smentire i dettagli resi noti alla cittadinanza dall’amministrazione comunale, in merito alla vicenda del Fosso delle Pescine.

Il 17 agosto c.a. è stata acquisita a protocollo e pubblicata sulla pagina Facebook del Comune di Pizzoli, la nota della Regione Abruzzo in risposta alla lettera del Sindaco in cui si chiedeva la messa in sicurezza del Fosso. Tale richiesta veniva formalizzata alla Regione il 10 agosto, all’indomani di una riunione con tutti gli enti coinvolti tenutasi al comune dell’Aquila, nella mattinata del 7 agosto, proprio su sollecitazione del Sindaco di Pizzoli.
Nel pomeriggio di quello stesso giorno, a seguito delle risultanze emerse nel corso di quell’incontro, ci fu il sopralluogo dei tecnici del Genio Civile unitamente ai sindaci, per stimare l’ammontare dell’intervento di messa in sicurezza. Dopo la concessione del contributo, le due amministrazioni comunali coinvolte si sono rapidamente coordinate per far sì che le opere venissero realizzate “con estrema sollecitudine” fino all’emissione, in data 7 settembre, del verbale di inizio lavori.

Chiarito questo, ricordiamo al candidato sindaco Zarivi che in questi cinque anni di amministrazione ha rivestito la carica di “consigliere comunale” di minoranza e in quanto tale, avrebbe potuto e dovuto interessarsi in prima persona alle vicende del fosso e non solo a quelle…
I suoi silenzi e la sua completa assenza, oltre al suo post scorretto, denotano invece un interesse al territorio legato esclusivamente al periodo di campagna elettorale. La nostra attenzione alle esigenze del territorio e alla sicurezza dei suoi cittadini, invece, si è sempre concretizzata nei fatti e queste somme stanziate per il Fosso delle Pescine insieme al rapido coordinamento con gli enti intervenuti per realizzare le opere di messa in sicurezza, lo dimostrano.

COMUNICATO STAMPA SINDACO DELL’AQUILA
“… Fin da subito, con gli incendi ancora in corso, è stato evidente come il primo problema di cui ci saremmo dovuti occupare sarebbe stato quello idrogeologico – ha aggiunto – e per questo abbiamo allestito un tavolo di lavoro con la Regione Abruzzo, in particolare con il Genio Civile che ha poi redatto la relazione per gli interventi da eseguire, e il Comune di Pizzoli. …”
News Town – Incendi L’Aquila, al via messa in sicurezza aree bruciate. Lavori in 70 giorni, Biondi: “Procedure rapidissime”
Il Capoluogo – Incendi a L’Aquila, partono i lavori per la messa in sicurezza a Pettino e Arischia

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